“Irriducibile – La coscienza, la vita, i computer e la nostra natura”

Autore Federico Faggin
Recensione a cura di Emiliano Carbone

Fenditure, entanglement, emanazioni, vuoto, campi, onde. Queste sono solo alcune delle parole chiave che il fisico Federico Faggin richiama a suonare in una sinfonia radicalmente realista. Ma soprattutto una parola: Irriducibile. Il Prof. Faggin con una parola, lancia subito una chiara chiave di lettura. Più di una chiave di lettura, una parola d’ordine. Una parola di organizzazione, molto cara soprattutto agli avvezzi della dell’ontologia. 

Ora, andando oltre la biografia dell’autore, costellata di momenti cruciali per la fisica e la tecnologia che usiamo largamente oggi – e per cui non basterebbe questa recensione a coprire tutti i dettagli più rilevanti, e tentando di entrare invece nel merito della questione: “Irriducibile. La coscienza, la vita, i computer e la nostra natura”, è uno di quei rari libri che ci riporta a fare i conti con la nostra posizione nel mondo, in tutti e con tutti i sensi. A 360°. Perché le cose si tengono insieme? E da dove vengono? E come vengono così come le possiamo conoscere? Perché un cambiamento può generare effetti imprevedibili? Il futuro è aperto? É chiuso? La fisica dei computer, l’intelligenza artificiale, fino a dove possono arrivare? Possibile descrivere la nostra esperienza cosciente in termini matematici? Questa è solo una piccola lista di domande esemplificative, vorticosamente metafisiche, a cui è possibile rispondere grazie alla straordinaria panoramica, a stampo squisitamente quantistico, costruita con maestria dal professore.

Se c’è una premessa importante però, che possiamo fare nell’introdurvi questo libro, è quella di chiedervi prima di tutto: quanto vi interessa la realtà? Quanto siete disposti a perdere del vostro inevitabile portato culturale, da scambiare con una visione molto diversa da quella che, forse, custodite gelosamente? E che da studiosi degli eventi e della complessità quali presumiamo siate – se siete qui, a leggere queste parole, lo vogliamo sussumere – avete costruito con pazienza e dedizione, con sforzo e costanza, per avere una visione quanto più chiara possibile? Spessa, significativa? La fisica classica e quella quantistica nel libro del prof. Faggin in realtà si parlano, trovano comodamente la loro posizione senza annichilirsi a vicenda. Non ci sono scontri in Irriducibile, anzi. Tutt’altro, c’è una forte cooperazione e importanti conseguenze su cui riflettere attentamente. Attraverso le pagine, fiorisce chiaramente la possibilità di cambiare il modo in cui concepiamo noi stessi, e come questa evoluzione paradigmatica fa emergere un modello d’interazione tra oggetti che a diverso titolo collaborano nella creazione della materia. A cui spesso ci aggrappiamo come meta finale. Da sempre. La materia, quindi, non al centro. Ma formalizzazione di un processo di un’incredibile complessità.

Ecco, le cose che osserviamo tutti i giorni e che cerchiamo continuamente – chi più chi meno, ostinatamente di capire, spiegare, descrivere, difendere, per quanto indipendenti fanno parte di un tutto ancora più grande. Noi, parti di un intero ma anche interi che contengono tutte le parti. Una relazione da sempre oggetto di finissima discussione, fortemente sistemica. Un “Uno”, parafrasando il Professore Faggin, che riesce a produrre, grazie a combinazioni e interazioni tra particelle elementari ben lontane da quello che pensiamo, diverse forme di materia. Cosciente o meno. Una visione di mutua cooperazione, descrivibile in termini anche matematici, e di tipologia d’informazione. Viva o simbolica.

Insomma, non andiamo oltre. Se leggerete il libro, farete – come si dice – un vero “bagno di realtà”. Se riuscirete a risuonare con questa direzione studiata e proposta dal Prof. Faggin avrete modo di riscoprire alcuni dei fenomeni che vengono sempre dati per scontato: identità, vita, informazione e comunicazione. Qui hanno tutto un altro spessore. Questi, si aprono verso un mondo completamente diverso da quello belligerante e insostenibile che ormai conosciamo bene. Un nuova organizzazione, un quantistic turn, che solleva tutte le contraddizioni moderniste di un mondo aspramente scisso tra “spirito” e “scienza”, tra “soggetto” e “oggetto”. Un mondo, irriducibile ai suoi effetti o alle sue cause, un essere umano non più macchina determinata dalla materia, non più imperniato sulla conservazione, la forza e l’adattamento, ma comunicante tra sistemi classici e quantistici insieme. “Indivisibili e inseparabili” come spiega il Professore. Una vera catena decisionale che riapre la centralità del libero arbitrio e della coscienza. Tutti sulla stessa pagina, con ruoli diversi, non più divisi.