“L’economia della ciambella”
Autore: Kate Raworth
Recensione a cura di: Stefania Migliavacca
La ciambella come mappa di un sistema
Nel suo libro L’economia della ciambella, l’economista britannica Kate Raworth compie un’operazione ambiziosa ma necessaria: ripensare l’economia non come un meccanismo lineare, ma come un sistema vivente, aperto, interdipendente e complesso. È proprio questa visione – profondamente radicata nel pensiero sistemico – a rappresentare il cuore teorico e metodologico dell’opera.
La “ciambella” – l’immagine che dà il nome al libro – è molto più di una metafora. È una mappa sistemica dello spazio sicuro e giusto per l’umanità, racchiusa tra due limiti: quello sociale (la base minima per una vita dignitosa) e quello ambientale (i nove planetary boundaries identificati da Rockström e colleghi).
Il pensiero sistemico emerge già nella forma: non una frontiera, un equilibrio statico, ma un’area circolare, multidimensionale, in cui ogni elemento è connesso agli altri. Superare i confini esterni significa distruggere gli ecosistemi; restare al di sotto di quelli interni significa negare diritti fondamentali. È un modo visivo per dire che l’economia non galleggia nel vuoto, ma è immersa in sistemi ecologici e sociali.
Una delle critiche più forti che Raworth rivolge all’economia tradizionale è la sua dipendenza da modelli lineari, statici e riduzionisti. In contrasto, propone di reimmaginare l’economia come un sistema adattivo complesso. Questo cambio di paradigma è un pilastro del pensiero sistemico: significa spostare l’attenzione dalle equazioni ai flussi, dai risultati agli andamenti, dalle parti alle relazioni, e soprattutto riconoscere il ruolo centrale di feedback, ritardi e non linearità.
In una delle pagine centrali del libro, Raworth descrive come i problemi economici non siano mai isolati. La povertà è legata alla disuguaglianza, che è legata alla concentrazione di potere, che è connessa a modelli produttivi che degradano l’ambiente. Le soluzioni, quindi, non possono essere settoriali o affrontare i problemi una alla volta. Servono strategie di intervento capaci di agire sui nodi del sistema e modificare le dinamiche strutturali. È un invito chiaro a usare la leva del cambiamento sistemico, come l’avrebbe definita Donella Meadows, anziché limitarsi a gestire sintomi o compensare effetti collaterali.
L’economia della ciambella non è solo un libro di economia: è un esercizio di pensiero sistemico applicato. Raworth propone un diverso modo di vedere: un’economia integrata nella biosfera, regolata da limiti planetari e orientata al benessere umano collettivo. In un mondo che cambia rapidamente e in modo complesso, questa visione è più che desiderabile: è necessaria.
Stefania Migliavacca
Docente di Economia dell’Energia e dell’Ambiente
Eni Corporate University – Università di Pavia
Dopo una laurea in Economia Politica all’Università di Pavia e un Master in Economia e Management dell’Energia e dell’Ambiente (MEDEA) della Scuola Mattei di Eni, nel 2001 ho iniziato a lavorare come docente di Economia dell’energia e dell’Ambiente nella Corporate University di Eni, oltre ad occuparmi dell’organizzazione di attività di formazione.
Sono stata per diversi anni docente a contratto dell’Università di Pavia, prima di Microeconomia e successivamente di Economia dell’Energia.
Oggi insegno System Dynamics Modelling ed Climate Change Economics al Master MEDEA (organizzato dalla Scuola Mattei in collaborazione con l’Università di Pavia).
Collaboro con la rivista Energia come autore ma anche nella realizzazione di pillole video di divulgazione scientifica sui temi della transizione energetica e del cambiamento climatico. Sono autrice e co-autrice di diverse pubblicazioni su questi temi.
Ho iniziato a facilitare sessioni di Climate Action Simulation nel 2016 e dal 2020 sono En-ROADS Climate Ambassadors.
Sono divulgatrice appassionata dei temi energetici e ambientali, convinta che serva veicolare un massaggio di speranza (basata sui dati scientifici) per coinvolgere le persone su questi argomenti.
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