Autore Danilo Zagaria
Recensione a cura di Riccardo Parigi
“Funghi preistorici, alberi, mangrovie.
Dentro il “Groviglio verde” con Danilo Zagaria
Gli alberi, i fiori, i prati e le montagne. Non è forse vero che tendiamo a catalogare il verde per compartimenti stagni?
Ed ecco che arriva Danilo Zagaria che con il suo libro Il Groviglio Verde. Abitare le foreste dal mesozoico alla fantascienza, ci propone una visione integrata e stimolante di tutto il mondo vegetale interconnesso al proprio interno.
Zagaria ci aiuta infatti a considerare la sfera vegetale in ogni sua forma come un tutt’uno, senza soluzioni di continuità.
Che prevede, guarda caso, un approccio sistemico!
Danilo Zagaria è un biologo e come tale riconduce sempre l’analisi sul piano scientifico e non demagogico o estremista che ci accompagna, pagina dopo pagina, verso la scoperta della nostra relazione con il patrimonio botanico.
Come un moderno Virgilio, ci guida dai funghi preistorici alle foreste di mangrovie, dalla realtà dei cambiamenti climatici alla visione fantascientifica di film come Avatar.
Sfatando anche dei falsi miti come quello che gli alberi non si muovano o che le piante ragionino come noi.
Certo, gli spostamenti sono lenti, ma inequivocabili come sta accadendo tra tundra e taiga in Siberia a causa del riscaldamento globale e del conseguente innalzamento del livello delle acque. E sì, in qualche modo esiste una “comunicazione” fra le specie vegetali, ma un po’ diversa dalle connessioni neurali del nostro cervello.
Questo suo ultimo lavoro si legge come un romanzo, ma raccoglie dati e informazioni che inducono che legge a compiere riflessioni molto stimolanti e profonde.
E non va dimenticato che anche chi vive in una grande metropoli probabilmente fa parte di quella popolazione mondiale che vive a meno di 5 km da una foresta e un terzo a meno di un chilometro.
E proprio le nostre città possono rivelarsi il posto ideale per sviluppare dei boschi verticali, giardini fioriti e curati, dove le piantumazione abbia anche la funzione di catturare la CO2 utilizzando essenze autoctone.
Un esempio di realtà virtuosa è Singapore, città-stato che ha integrato architetture fantascientifiche con selve indoor, gigantesche serre e pannelli solari.
A causa della deforestazione e della degradazione forestale nel frattempo il groviglio verde si sta riducendo: tra il 1990 e il 2020 abbiamo perso 420 milioni di ettari.
Ma abbattere alberi non è solo un modo per ottenere aree da destinare agli allevamenti. Servono anche grandi spazi per la coltivazione.
E proprio perché Zagaria non abdica mai alla sua scientificità, ecco che oltre a sfatare la semplificazione per cui “non mangiamo più carne così salviamo il pianeta”, ci informa anche che la produzione di soia, tanto per fare un esempio, dal Duemila è aumentata di ben 25 volte, grazie anche alla varietà geneticamente modificata.
In Brasile, per esempio, si coltiva una superficie di terreno per la soia pari a quasi quella dell’Italia. E questo, ovviamente, a scapito della savana tropicale e della foresta amazzonica.
Parlando di cibo Zagaria non nasconde il suo punto di vista sulla carne coltivata, sugli ogm e in generale sulla “transizione proteica” della nostra alimentazione che non può escludere gli insetti.
D’altra parte, ci suggerisce, a vongole, cozze e astici siamo già abituati. Forse, addentare un insetto, non è poi così diverso.
Grazie a una narrazione multi temporale e multidimensionale il libro ci ricorda che dalle foreste discendiamo, nel vero senso della parola, visto che i nostri progenitori vivevano sugli alberi e che quindi il nostro rapporto con la flora è estremamente variegato e complesso da sempre.
Basti pensare che dal “groviglio verde” traiamo non solo nutrimento o piacere nell’osservare gli alberi (che sono l’habitat indispensabile di moltissime specie animali), ma anche legno fondamentalmente per riscaldarci o per produrre mobili e infrastrutture.
Senza dimenticare le piante officinali da cui troviamo medicamenti e basi chimiche per curarci e difenderci. E ancora, proprio agli alberi dobbiamo lo sviluppo della nostra cultura, con la produzione della carta che ha consentito di diffondere informazioni a un prezzo accessibile.
La lettura del “Il groviglio verde” è caldamente consigliata a chiunque voglia osservare le piante e gli alberi che ci circondano con un approccio sistemico e, si spera, anche con maggior rispetto.

Riccardo Parigi
Autore Recensione
Riccardo Parigi, genovese, è comunicatore ambientale. Laureato in filosofia è formatore, facilitatore, business coach, crisis manager. Si occupa di tematiche ambientali dal 1991. Dal 2020 è Ambassador mondiale di EN Roads simulatore dei cambiamenti climatici realizzato da MIT Sloan. Practitioner PNL. Socio Volontario Sydic.
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